Dott.ssa Chiara Pica - Mission Life Coach

Dott.ssa Chiara Pica

Mission Life Coach

Cambia le tue credenze e cambierai la tua realtà

SE VUOI GUARIRE … RITROVA IL TUO BAMBINO INTERIORE

Per essere veramente in equilibrio con sé stessi non possiamo tenere fuori dalla nostra vita il nostro bambino interiore. È allora che emerge un modo di guardare e di vedere le cose che ci appartiene più di quello logico razionale: è il pensiero magico, animistico: una modalità di sentire capace di andare oltre la superficie delle cose e di cogliere l’aspetto vitale, magico della realtà e dei fenomeni della natura. È quella forma di pensiero che da bambini ci lascia affascinai, a bocca aperta di fronte a un temporale come a un regalo inatteso, che ci fa gioire e ci lascia sempre aperta la porta alla curiosità, alla meraviglia, a un’infinita gamma di possibilità. In questo stato che da adulti giudichiamo ingenuo o primitivo il cervello raggiunge la sua condizione di massima potenza. I bambini in età prescolare non sono mai a rischio di esaurimento, a meno che non intervenga la mano di un adulto a condizionarne l’esistenza. Perché? Come mai i bambini piccoli sono immuni da questo malessere?

Perché i bambini sono animisti (così come i popoli arcaici), ovvero hanno la tendenza a concepire ogni cosa come viva e animata, proprio come le religioni o i culti nei quali vengono attribuite qualità viventi a luoghi o cose. Un tipo di pensiero magico che si discosta dal pensiero logico-scientifico che permea la nostra vita adulta. Vedere il mondo come un evento unico, vivo e animato consente al bambino di entrare in u contatto autentico con ciò che lo circonda, un contatto carico di significato emotivo ed energetico, mentre il pensiero razionale adulto filtra sempre il rapporto con la realtà circostante.  Spesso pensiamo a torto che sia nostro dovere oltre che privilegio dell’essere adulti diventare ragionevoli, ossia logici e razionali, ma anche rassegnarsi a una realtà che è così e non può essere modificata: “Il tempo delle favole è finito”. Ma il nostro inconscio ne ha bisogno per mantenersi vitale e creativo. Così a forza di tenere sempre i piedi per terra ci lasciamo sfuggire le continue magie che la vita realizza. Oramai sappiamo come vanno le cose, nulla può più sorprenderci, incasellati e ben etichettati tutti gli eventi hanno una oro definizione he è destinata a scatenare in noi reazioni poco spontanee e stereotipate. Questo modo di vedere riduce ogni fenomeno, dal più meraviglioso al più prosaico a un evento prevedibile e banale, destinato a non accendere nessuna emozione, a passare il più delle volte inosservato.

Per chi tende all’eccessivo controllo c’è quindi una sola possibilità: ritrovare la saggezza antica del bambino che, grazie ad azioni felici “senza obiettivi”, al perdersi nel gioco, incontra il senza tempo e le immagini del profondo, senza tempo, senza orologio, senza obiettivi. Difficile? No, è anzi più faticoso tenere in piedi ogni giorno la pesante impalcatura  dell’autocontrollo che non, un passo alla volta, imparare a cedere il timone. A chi? Al nostro bambino interiore. Puri e senza costruzioni mentali  i bambini sono costantemente in contatto con le istanze profonde della personalità. Quando si cresce e si assumono atteggiamenti da persone adulte e mature la razionalità pende il sopravvento, imbavaglia contraddizioni, incoerenze ed emozioni profonde. Nasce così il conflitto interiore. L’energia vitale cerca di emergere  dallo spesso strato di doveri e vincoli sotto i quali l’abbiamo sepolta. E quanto più è forte la censura esercitata dall’io razionale tanto più le istanze naturali irrompono  attraverso comportamenti inaspettati, estremi, trasgressivi. La vita adulta è fatta soprattutto di ruoli, apparenza, “comportamenti dignitosi”. La mentalità comune ritiene sconveniente far emergere una spontaneità fine a sé stessa. Così finiamo per convincerci che sia ormai perduta. Per questo è importante riattivare l’immagine dell’io bambino.



Torna indietro del tempo, a quando eri una bambina…quando tutto era attesa e scoperta. Chi di noi non pensa all’infanzia come a un tempo di pura magia, pieno di curiosità, attesa e mistero? È uno stto naturale e spontaneo, ed è un primordiale attivatore di energie che non svanisce diventando adulti. Anche da adulti infatti è vivo quel lato energetico di noi che ha capacità e saperi innati sempre attivi. L’adulto è orientato al nuovo, ma deve farlo in sintonia con il proprio seme antico. Ripensare ogni tanto alla “te stessa bambina” non vuol dire rimpiangerlo o ragionarci sopra. Non si tratta nemmeno di comportarsi da bambini: quello è infantilismo. Si tratta invece di riattivare la capacità di stupirsi che rimette in circolo abilità, talenti, attitudini innate. Serve a far trovare al cervello la gioia che lo abita e che spesso blocchiamo col nostro continuo giudicarci, col guardare nella vita solo i problemi. Lascia che amici e parenti ti raccontino la bambina che eri. Non per cercare le cause di ciò che sei ora, ma per riscoprire ciò che facevi e da troppo tempo non fai più. i ricordi non servono per tornare al passato: quando compaiono è solo per parlarci della nostra vita di oggi, di quel che dobbiamo fare adesso. servono ad attualizzare, con le capacità acquisite oggi, l’impronta originale che emergeva già allora. L’energia del bambino era attiva in quel gioco che amavi tanto; mentre esploravi la casa per scoprire angoli nascosti; quando passavi ore ad osservare la natura da vicino e nei minimi dettagli oggetti, animali, piante che popolavano il mondo che ti circondava. Tutto era sempre nuovo..ma lo è anche adesso…devi solo concederti di vederlo



Se ti manca il bambino interiore non potrai mai vivere in modo leggero, seguirai solo le regole esterne, convenzioni, dictat e ti abituerai a vivere con il capo chino, pensando che sopra di te ci sarà sempre qualcuno che dovrà decidere della tua vita: il partner, i genitori, il datore di lavoro ecc.

Per essere davvero autentico, quindi, hai bisogno di ritrovare la capacità di giocare con la vita, di esprimerti liberamente.



Se ti sembra di vivere come in una gabbia, come se avessi bisogno di liberare una parte di te troppo a lungo tenuta nascosta, allora posso fare qualcosa per te.
Possiamo lavorare insieme per togliere la gabbia da questo bambino imprigionato.
Possiamo andare a cercare dentro di te quali dictat interiori hanno intrappolato la tua spontaneità fino ad impedirti di usarla liberamente per dipingere la vita che vuoi.
Che cosa vuoi fare di questa autenticità sepolta in te?

Vuoi prendertene cura?

Prenderne coscienza?

Ritrovare la libertà di agire spontaneamente nella vita?

Allora vieni a lavorare con me.

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